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giovedì 9 ottobre 2014

Albero caduto in piazza manin a Genova

Un albero è crollato in piazza Manin, in cima a via Assarotti, nella zona di Castelletto. Il traffico è stato rallentato con ripercussioni sulla viabilità del centro. Solo per caso il grande ippocastano che intorno alle 18 si è abbattuto sulla parte a sinistra della piazza, all’altezza dell’edicola, verso la scalinata per via Cabella, ha danneggiato lievemente solo due auto senza fare altri danni.
L’albero ha sfiorato un bus della linea 36 che si trovava a transitare nella piazza. Una passeggera che si trovava sul bus è stata colta da malore ed è stata trasportata dai mezzi della Genova Soccorso in codice verde al pronto soccorso dell’ospedale Galliera.
Sul posto polizia municipale e vigili del fuoco che hanno transennato l’area. «Ci siamo spaventati, solo per caso in quel momento non passavano auto», ha detto un testimone, Giobatta Frixione. Una delle auto danneggiate appartiene ad Antonio Canepa, che ha detto: «Meno male che non ero dentro, è andata bene». Il traffico è stato rallentato dalle operazioni di soccorso, ma al momento non è bloccato.

mercoledì 8 ottobre 2014

Genova, 44 anni fa la terribile alluvione

Oggi ricorre l'anniversario dell'alluvione di Genova del 7 ottobre 1970. Le forti piogge che perdurarono per 48 ore fecero esondare i torrenti Bisagno e Fereggiano e la piena dei torrenti Sturla Polcevera, Leira, Chiaravagna e Cantarena. La più colpita fu Genova, ma gravissimi danni ebbero anche in altri 20 comuni delle province di Genova tra i quali il più colpito fu Masone. Le vittime furono 44, di cui 35 morti, 8 dispersi. Gli sfollati furono oltre 2000.
Le cause della tragedia sono da imputare alle forti precipitazioni avvenute il 7 e l'8 ottobre. Alla sera del primo giorno a Voltri avviene la violenta esondazione del torrente Leira che costerà 13 vittime accertate. Le precipitazioni continuarono, sino a scaturire, nel pomeriggio la violenta esondazione dei torrenti Bisagno e Fereggiano; ma soprattutto l'esondazione del primo causerà molte ed innumerevoli vittime; colpirà Marassi e Quezzi, ma anche i quartieri della Foce e di Brignole furono colpite, oltre che per lo scendere dei torrenti dall'alto anche per via delle mareggiate verificatesi a causa dell'eccessivo peso dei torrenti. La città si infangò completamente. Numerosi furono gli sfollati e coloro che rimasero senza gas, luce o acqua negli impianti.