La tanto paventata “fuga dei cervelli”, a Genova, scatta subito dopo il liceo e ha già assunto dimensioni da record. Oltre 7 mila studenti, ogni anno, snobbano le facoltà genovesi (che oggi si chiamano scuole e dipartimenti) preferendo gli Atenei di fuori regione. Pisa, Pavia, Torino, Parma, Milano sono, nell’ordine, le mete universitarie più gettonate. Una fuga in massa - non solo limitata alle “matricole” - che ha messo da tempo in allarme i vertici dell’Università di via Balbi, decisi a correre rapidamente ai ripari. Primo atto: una ricerca, co-finanziata dalla Regione ed eseguita dal Dipartimento di scienze della formazione, per capire ragioni e dinamiche dell’emorragia di iscrizioni. E adottare, in prospettiva, le adeguatecontromisure.
«Ci può essere un problema di qualità dell’offerta, che dobbiamo assolutamente risolvere», ammette il rettore Giacomo Deferrari. «Ma le ragioni sono anche altre», si affretta a precisare il rettore: «Ad andare via sono soprattutto gli spezzini (oltre 3.500 all’anno, in gran parte diretti in Toscana, ndr): lì giocano sicuramente anche le difficoltà del trasporto. In treno si fa prima ad andare a Pisa che a Genova».
Preoccupazione più che comprensibile quella che De Ferrari condivide con il resto del Senato accademico. Basta dare un’occhiata ai numeri: nell’anno accademico 2011-2012 gli iscritti alle facoltà fuori Regione sono stati, in totale, 7.576. A questi giovani che, per ragioni diverse (sulle quali hanno cominciato a indagare i ricercatori del Disfor, il Dipartimento di scienze della formazione, attraverso interviste telefoniche), vanno aggiunti altri 1.058 studenti che, invece, sono stati “costretti” a emigrare avendo scelto corsi di laurea non presenti a Genova e in Liguria. È il caso di Agraria (a Torino la sede più vicina) il cui appeal è in grande crescita anche sotto la Lanterna.
In totale, quindi, lo scorso anno sono stati 8.634 gli universitari liguri “fuggiti” lontano da casa per costruirsi un futuro. Pur limitando - come farà il Disfor - l’attenzione su quei 7.576 che hanno snobbato le facoltà locali, si tratta di una cifra comunque da brividi: oltre il 22 per cento del totale degli iscritti all’Ateneo genovese, che - sempre l’anno scorso - sono stati34.209.
A parziale conforto c’è il dato inverso: quello degli studenti provenienti da fuori Regione. Nell’anno accademico 2011-2012 sono stati 5.386, oltre duemila in meno rispetto a quelli che se ne vanno. I meno “fedeli” - come detto - sono gli spezzini: ben 3.912 quelli andati fuori Liguria nell’anno accademico 2009-2010, un po’ meno nei due anni successivi. Comunque, mediamente, “emigra” dalla Spezia verso le università delle regioni confinanti addirittura il 30 per cento della popolazione tra i 19 e i 25 anni.
A Genova solo il 4% (la percentuale più passa a livello regionale) di giovani della stessa fascia d’età, ma i numeri assoluti degli studenti in fuga sono comunque preoccupanti: oltre le duemila unità all’anno. Dopo la Spezia e Imperia, e prima di Genova, il fenomeno colpisce Savona: 1330 studenti iscritti, nel 2011-2012, agli Atenei “esterni”, circa l’8 per cento dei savonesi di età compresa tra 19 e 25 anni.

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